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Rapporto ASviS 2025: la sostenibilità è un investimento sul futuro

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Chi si occupa di sviluppo sostenibile perché sa che è l’unica strada per cercare di garantire prosperità alle future generazioni, ci crede e mette in relazione lo stato del mondo dal punto di vista sociale economico e ambientale non può che essere affranto dalla fiacca che imperversa in governi istituzioni e nel settore privato.

A rappresentare il quadro d’insieme nel nostro paese, c’è L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che nel Rapporto ASviS 2025 evidenzia che lo sviluppo sostenibile rappresenta un necessario investimento sul futuro, e non un “fastidio” da gestire. L’Alleanza analizza la situazione nell’otticadell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite in Italia e propone azioni concrete per accelerare il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs).

Il quadro globale e le principali sfide dell’Italia

Solo 3 SDGs su 17 registrano miglioramenti significativi:

  • Istruzione

  • Parità di genere

  • Azione per il clima

Al contrario, peggiorano:

  • Fame

  • Salute

  • Acqua e igiene

  • Riduzione delle disuguaglianze

  • Ecosistemi terrestri

  • Biodiversità

Su 38 target specifici analizzati:

  • 11 (29%) sono raggiungibili entro il 2030

  • 22 (58%) non saranno raggiunti

Perchè investire in sostenibilità conviene davvero

Secondo il Rapporto di Primavera ASviS 2025, la transizione ecologica e digitale rappresenta anche un’importante occasione economica.

Entro il 2035, la transizione potrebbe generare:

  • +1,1% di PIL

  • +8,4% di PIL entro il 2050

  • -0,7 punti percentuali nel tasso di disoccupazione

Settori chiave come industria, agricoltura e servizi trarrebbero benefici significativi, confermando che sostenibilità e competitività non sono in contrasto. Anzi, diventano strumenti per:

  • attrarre talenti

  • accedere a nuovi mercati

  • migliorare la reputazione aziendale

Le priorità indicate del Rapporto ASviS 2025

ASviS individua cinque leve trasformative fondamentali:

  1. Governance

  2. Capitale umano

  3. Finanza sostenibile

  4. Cultura

  5. Partnership e collaborazione

E definisce sei aree prioritarie per l’Italia:

  • Salute

  • Istruzione

  • Economia sostenibile

  • Sistemi alimentari resilienti

  • Decarbonizzazione ed energia

  • Città sostenibili e tutela dei beni comuni

Tuttavia, queste priorità resteranno solo parole se non verranno trasformate in azioni coordinate da governo, imprese, istituzioni, associazioni di categoria e cittadini. La collaborazione trasversale è essenziale per affrontare le crisi sistemiche contemporanee.

Il ruolo di istituzioni, aziende e cittadini

Il mondo aziendale italiano mostra consapevolezza crescente:

  • 88% delle aziende conosce gli SDGs

  • 72% li integra nella strategia

  • Solo 43% utilizza indicatori di performance misurabili

  • L’11% non adotta alcun sistema di valutazione

Questo divario tra strategia e misurazione evidenzia la necessità di un approccio più concreto.

Per ASviS, è fondamentale una governance capace di:

  • prevedere i rischi,

  • pianificare a lungo termine,

  • misurare gli impatti delle azioni.

Anche cittadini e creativi giocano un ruolo chiave: integrare la sostenibilità nei propri progetti significa generare innovazione, reputazione e valore aggiunto.

Il Rapporto ASviS 2025 sottolinea un punto cruciale: la sostenibilità non è un ostacolo, ma un investimento economico, sociale e ambientale imprescindibile.

Per mantenersi competitiva e resiliente, l’Italia deve accelerare l’adozione di politiche e pratiche sostenibili. Per aziende, istituzioni e professionisti creativi il messaggio è netto: serve una strategia concreta, misurabile e condivisa.

Michelangelo Pistoletto e Cristina Gabetti

Michelangelo Pistoletto candidato al Nobel per la Pace 2025

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Michelangelo Pistoletto e Cristina Gabetti

Michelangelo Pistoletto candidato al Nobel per la Pace 2025

Michelangelo Pistoletto, tra i protagonisti dell’Arte Povera e una delle voci più influenti dell’arte contemporanea, è stato ufficialmente candidato al Premio Nobel per la Pace 2025.

La candidatura al Premio Nobel per la Pace 2025

La candidatura, presentata dalla Fondazione Gorbachev e sostenuta da Nobel Italia, riconosce non solo la straordinaria carriera artistica di Pistoletto, ma soprattutto l’impegno costante nel trasformare l’arte in un linguaggio universale di dialogo, responsabilità e convivenza pacifica.

Questa candidatura sottolinea come l’arte possa essere strumento di cambiamento e di impegno civile, non solo espressione estetica. Pistoletto ha saputo tradurre la pratica artistica in azione concreta, coinvolgendo comunità, istituzioni e nuove generazioni in progetti che mettono al centro responsabilità collettiva, inclusione e giustizia sociale.

Il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto

Da decenni Pistoletto porta avanti un’idea di “pace preventiva”: una pace che non arriva dopo il conflitto, ma che si costruisce prima, attraverso azioni culturali, educative e sociali capaci di incidere sulla realtà.

Al centro di questa visione si colloca il “Terzo Paradiso”, simbolo da lui ideato, che rappresenta la riconciliazione tra natura e artificio e l’incontro tra polarità opposte in uno spazio di equilibrio e nuova umanità.

L’arte come strumento di dialogo e convivenza pacifica

Il Nobel per la Pace sarebbe un riconoscimento a un percorso che dimostra come creatività e visione possano diventare motore di trasformazione globale.

La candidatura, presentata dalla Fondazione Gorbachev e sostenuta da Nobel Italia, ribadisce la forza di un impegno che fa dell’arte uno strumento concreto di responsabilità e convivenza.

Cristina Gabetti ambasciatrice del Terzo Paradiso

Tra i numerosi ambasciatori del “Terzo Paradiso” figura anche Cristina Gabetti, giornalista e attivista ambientale, che da anni sostiene e diffonde il messaggio di Pistoletto. La sua presenza rafforza il legame tra arte, sostenibilità e cittadinanza attiva.

Tondo come il mondo

Tondo come il Mondo

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“Tondo come il Mondo”: la campagna educativa rivolta alle scuole primarie, ha concluso il suo quindicesimo anno.
Il Manuale per bambini amici della terra.

Tondo come il mondo

Quando il motore è il cuore, e si lavora mossi da un desiderio autentico, i risultati arrivano. Tondo come il Mondo nasce da una domanda: “cosa possiamo fare per i bambini?”. Era primavera del 2009. Mio marito ed io eravamo ospiti a cena da Nino Tronchetti Provera. I nostri figli erano ancora piccoli e lui stava fondando la sgr Ambienta. La mia risposta spontanea fu: scrivo un libro di educazione ambientale. E mio marito aggiunse: per le scuole.  Al tempo collaborava con Giunti Progetti Educativi, diventato poi Librì. A fine serata l’idea aveva un fondamento di concretezza.
Tondo come il mondo è sgorgato dalla mia penna con il desiderio di offrire una guida pratica e simpatica a insegnanti e alunni per essere amici della Terra che abitiamo. Con l’illustratore Piero Corva ci fu subito sintonia, e la longevità di questo progetto, distribuito da 15 anni in 2000 classi di 3,4,5 elementare, è frutto di una collaborazione sincera e da una grande passione.
Sono stata felice di ritrovare Piero per lavorare alla riedizione del libro in occasione del recente anniversario.

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KitOrdina il Libro

E’ gratificante sapere che ogni anno le copie disponibili di Tondo Come il Mondo vengono esaurite – e che celebriamo il nostro quindicesimo anno nelle scuole italiane con una comunità di 656.299 bambini e le loro famiglie! – ma la gioia più grande è di vedere gli elaborati che giungono dal concorso. Per ogni edizione pensiamo a un tema.
Qualche esempio: creare un libro delle cose rotonde che vedi nella vita e nella natura (2010/11); la segnaletica dell’ospitalità per accogliere bambini dal mondo all’Expo di Milano (2014/15)); diario di una settimana senza plastica (2018/19); immaginiamo insieme la nostra città sostenibile (2022/23); eco-stilisti per un giorno (2023/24); opera d’arte circolare (2024). A valutare gli elaborati, siamo una piccola giuria e ogni anno ci sorprendono la creatività e l’ingegno dei lavori presentati.
Questa esperienza mi ha insegnato che il concetto di circolarità, che sta alla base della vita e di ogni forma di riuso e riciclo, viene colto spontaneamente dai bambini, perché le loro facoltà mentali, emotive ed espressive sono ancora pienamente interconnesse. Non sono state linearizzate dalla separazione di materie e competenze. La loro naturalezza è sempre di grande ispirazione. Ringrazio la comunità che ha dato vita a questo progetto, che di anno in anno cresce e lo sta accompagnando in un bellissimo viaggio.

La campagna educativa Tondo come il Mondo è

  • Accreditata sulla piattaforma S.O.F.I.A del MIM (Ministero dell’Istruzione e del Merito);
  • Può essere utilizzate per adempiere alle 33 ore di Educazione Civica
  • Ha il patrocinio morale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.
Tondo come il mondo bimbi
Hiroshi Ishiguro

Robots and Us: dieci anni dopo

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Hiroshi Ishiguro

Dieci anni fa sono andata in Giappone per intervistare designer e scienziati del futuro. L’idea che avevamo dei robot era ancora fortemente legata all’immaginario della fantascienza e a una tecnologia distante dalla nostra quotidianità. Oggi, invece, siamo nel “futuro” — e vedere come molte delle previsioni siano diventate realtà è allo stesso tempo incredibile e inquietante.

“Ti senti mai solo?”, ho chiesto al primo umanoide che ho avuto modo di incontrare. “Sì, la notte mi sento solo.”

Durante quel viaggio ho intervistato il padre degli umanoidi, Hiroshi Ishiguro, che mi ha presentato la copia androide di se stesso, chiamata HI-6. Dopo dieci anni, HI-6 ha sviluppato una forma di autostima che si riflette nella sua capacità di rispondere e interagire verbalmente.

“Gli esseri umani provano sempre una certa tensione verso gli altri,” mi spiegava Ishiguro, “mentre i robot sono molto più semplici. Sono programmati. E le persone si fidano più di un robot che di un altro essere umano.”

Dieci anni fa si prevedeva che i robot sarebbero diventati parte integrante della nostra società, delle nostre vite e del mondo del lavoro. Oggi posso affermare che è proprio così.

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L’evoluzione della robotica in Giappone

All’epoca, Ishiguro mi spiegava che il suo androide Gemini HI-6 era stato progettato senza l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Nel 2025, però, lo scenario è profondamente cambiato.

Il Giappone è ancora uno dei leader mondiali nella robotica, ma il panorama si è notevolmente ampliato. La densità di robot industriali è aumentata esponenzialmente e, parallelamente, la robotica di servizio — quella destinata a interagire con gli esseri umani — ha compiuto un enorme salto in avanti.

Le innovazioni più radicali non riguardano solo l’aspetto o i movimenti dei robot, ma la loro capacità di apprendere e adattarsi. Non si limitano più a seguire istruzioni: imparano, analizzano dati, si autoregolano. Grazie all’intelligenza artificiale generativa e alla simulazione in tempo reale, i robot sono oggi in grado di adattarsi a compiti nuovi e ambienti complessi. Alcuni sono costruiti con materiali flessibili — i cosiddetti robot “molli”, e vengono impiegati per interventi chirurgici, assistenza domiciliare e altri contesti delicati.

L’intelligenza artificiale è diventata una componente “fisica” dei robot: essi apprendono, reagiscono, decidono. Sono ideali per operare accanto all’uomo, come alleati, anche in situazioni imprevedibili.

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I robot della Waseda University

All’Humanoid Robotics Institute della Waseda University di Tokyo abbiamo incontrato un gruppo di ricercatori impegnati nello sviluppo di robot per assistere gli anziani e intervenire in situazioni di emergenza, come disastri naturali.

Waseda collabora attivamente con l’Istituto Superiore Sant’Anna di Pisa, e tra i ricercatori italiani che lavorano lì c’è anche il livornese Gabriele Trovato. Una delle linee di ricerca più importanti è lo studio delle emozioni nei robot umanoidi, e su come essi possano rispondere ai diversi bisogni dell’uomo.

Il robot Kobian, ad esempio, è in grado di esprimere emozioni sia attraverso il linguaggio del corpo che mediante le espressioni facciali. Può perfino simulare una lacrima, per creare empatia con le persone.

Oggi il rapporto tra uomo e robot è cambiato radicalmente. I robot non sono più solo strumenti: stanno diventando collaboratori, assistenti e compagni. La robotica è entrata in settori come la logistica, la sanità, l’ospitalità, l’agricoltura e la vita domestica. Con l’evoluzione delle infrastrutture digitali, i robot sono sempre più connessi e integrati in reti intelligenti, capaci di scambiare dati in tempo reale e lavorare in sinergia.

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Il futuro è adesso

Ripensando a quel primo incontro con la robotica in Giappone, oggi possiamo dire che i robot non sono più una promessa del futuro, ma una presenza concreta, attiva e in continua evoluzione.