Greg Maryniak e il “numero magico”

By luglio 23, 2018ecology

Gregg Maryniak è un esperto di energie a livello mondiale. Ci parla di un “numero magico”, ovvero di un indice delle Nazioni Unite che mette in rapporto il benessere delle persone con la quantità di energia prodotta da una società. La sfida per il futuro è di continuare a produrre quella quantità senza distruggere il pianeta. Dalla Singularity University, Gregg ci racconta futuri scenari per lo stoccaggio dell’energia e lancia la sfida globale ai vari concorsi di idee per trovare soluzioni efficaci, che garantiscano un futuro più “luminoso”… in tutti i sensi.

CRISTINA: Come crede che risolveremo il problema dell’energia a livello globale?

MARYNIAK: La più grande sfida è quella di procurarci abbastanza energia da vivere bene. C’è un indice delle Nazioni Unite, che mette in rapporto il benessere delle persone con la quantità di energia. Sotto una certa soglia non ci può essere prosperità. La sfida è di produrre quella quantità di energia senza distruggere la biosfera. Purtroppo il 93% dell’energia utilizzabile nel mondo è generata da un processo di combustione. Tra il 2005 e il 2010 la Cina ha raddoppiato la produzione di energia elettrica. Qualunque strategia adottino Europa e Stati Uniti, se India e Cina continueranno a crescere non riusciremo mai a contrastarli. Ci si chiede, al contrario, quanto manchi al raddoppio delle emissioni di carbonio, e si parla di una dozzina di anni. Di conseguenza, l’aspetto più importante per il futuro delle energie è lo stoccaggio. Quando “piove” energia dal cielo, come possiamo catturarla per poi distribuirla di notte o quando non soffia il vento? Quando si parla di stoccaggio, la maggior parte della gente pensa alle batterie. Ma le batterie sono costose. Quelle piccole che usiamo nei giocattoli e negli attrezzi portatili, costano circa mille volte di più rispetto alla corrente erogata dalle prese elettriche. Occorre una via di mezzo e ci sono già delle tecnologie interessanti a disposizione. Alcune sono di natura elettrochimica, quindi sembrano pile ma funzionano in modo radicalmente diverso. Col tempo stiamo inoltre facendo progressi, nello stoccare energia termica e vediamo, in paesi soleggiati come Spagna e Italia, impianti che catturano l’energia termica e il calore del sole. Ci sono infine nuove tecniche per comprimere l’aria quando l’energia costa poco, come durante la notte e per decomprimerla poi di giorno, attraverso l’uso di turbine. Quando si pensa al problema dell’energia, la domanda ricorrente è: “Come si può generare o convertire energia?” Ma non è il vero problema! L’anello debole della questione è lo stoccaggio. I concorsi a premio sono un potente strumento per stimolare lo sviluppo di nuove tecnologie. Se squadre di esperti da tutto il mondo potessero esprimersi e trovare valide soluzioni, dall’altra parte ci sarebbero industrie, governi, organizzazioni pronti ad adottarle. Ho fiducia che attraverso le competizioni arriveremo a forti innovazioni e il fatto è che non ci sono certezze finché non ci si prova… Quindi proviamoci!