Privacy Policy Circuiti elettronici commestibili • Cristina Gabetti

Circuiti elettronici commestibili

By Agosto 3, 2018Luglio 3rd, 2020technology

Nei laboratori dell’Istituto Italiano di Tecnologia, stampano circuiti elettronici commestibili con diverse applicazioni medicali.

Cristina: Oggi vi raccontiamo di una ricerca italiana che sta facendo parlare di se nel mondo. Si tratta di circuiti elettronici commestibili. Buongiorno Mario, intanto perché se ne parla nel mondo?

Mario Caironi: Intanto perché è un approccio molto innovativo che cerca di sviluppare un’elettronica commestibile come nessun altro ha cercato di fare prima d’ora.

Cristina: Cosa la rende commestibile e cosa significa per il copro umano ingerire i circuiti elettronici?

Mario Caironi: Prima di tutto non dobbiamo pensare ai circuiti elettronici a cui tutti siamo abituati, come quello che c’è nel telefonino. Abbiamo sviluppato un’elettronica che ha le stesse funzioni ma è fatta con materiali completamente diversi, quindi sono digeribili e completamente commestibili. Cosa vuol dire svilupparla, vuol dire realizzare circuiti che possono entrare all’interno del nostro corpo umano e possono darci un punto di vista completamente diverso sul nostro corpo.

Cristina: Ad esempio cosa vedremo quando questo sarà in funzione?

Mario Caironi: Una delle prima cose per esempio è monitorare le condizioni interne del nostro corpo perché così i farmaci che noi ingeriamo possano rilasciare il principio attivo in modo controllato e in modo specifico. Un medico può sapere se un paziente ha assunto o meno un farmaco e quando, possono essere utilizzati per andare a monitorare il cibo durante la distribuzione per garantirne lo stato di conservazione oppure per andare addirittura oltre il packaging. Si parla di packaging intelligente, in questo caso andiamo a rimuovere il packaging perché possiamo mettere un sensore direttamente sul cibo. Per tutto quello che riguarda la filiera del D.O.P. italiano potremmo certificare che un prodotto è assolutamente originale andando a mettere uno di questi chip mangiabili proprio sul prodotto.

Cristina: Ha anche delle applicazioni topiche?

Mario Caironi: Si, c’è un gruppo di ricerca sempre del nostro istituto diretto da Francesco Greco che, con un approccio similare, sta sviluppando tatuaggi per la pelle. Perché dico tatuaggi? Perché il substrato che noi stiamo utilizzando per il chip edibile è proprio il tatuaggio che usano i bambini con la base di carta. Posso fare elettrodi per i segnali del corpo direttamente, senza aver bisogno degli elettrodi rigidi che si usano attualmente. Visto che pensiamo ad applicazioni di grossi volumi dobbiamo essere in grado di realizzare questi oggetti in modo semplice e a basso costo e l’utilizzo della tecnica di stampa permette questo tipo di sviluppo.

Cristina: Grazie Mario. La medicina personalizzata va in questa direzione.

In onda 21-4-2018