The X Prize

By gennaio 24, 2018technology

Siete curiosi di capire perché i grandi concorsi di idee possono accelerare l’espressione di intelligenza e creatività attingendo alle menti più diverse?

Avete un’idea valida per creare un software capace di educare i bambini analfabeti a leggere e scrivere in 18 mesi? Potete iscrivervi quindi all’XPrize. Peter Diamandis, co fondatore dell’ X Prize e della Singluarity University, racconta i più importanti premi in palio, destinati a chi troverà soluzioni vincenti per affrontare alcune grandi sfide, e dipinge scenari che oggi sembrano impossibili, ma che, promette lui, non lo sono affatto.

CRISTINA: Peter Diamandis è una celebrità per tutto quello che riguarda il futuro, il futuro che è già qui. Ogni sua attività è tesa ad unire questi due lembi. Attraverso l’X prize, organizzazione che assegna degli importanti premi a chi è in grado di risolvere le grandi sfide dell’umanità ed è anche cofondatore della Singularity University. Ed è qui con noi.

C: Quali sono le grandi sfide che l’Xprize potrà risolvere?

DIAMANDIS: Ogni anno il comitato dell’Xprize discute su quali siano i problemi mondiali più urgenti. Quali, tra questi siamo in grado di affrontare? Creiamo case da 1000 euro per i senzatetto? Ripuliamo gli oceani dal petrolio? Abbiamo appena lanciato una gara a livello mondiale sull’educazione per creare un software che funzioni su qualsiasi smartphone e che sia in grado di insegnare a leggere, scrivere e contare in 18 mesi. Penso che viviamo in un periodo straordinario in cui non esistono problemi irrisolvibili! L’energia è sicuramente un problema delicato… Uno degli Xprize dedicati, ha l’obiettivo di triplicare la capacità energetica delle batterie. Questo progetto potrebbe rivoluzionare l’industria automobilistica, l’aviazione… in più l’energia ci fornisce acqua pulita, che è sinonimo di salute. Per questo è così importante.

C: Come descrive il futuro ai suoi figli?

D: Vivremo presto in un mondo in cui la gente sarà connessa in modi che non possiamo immaginare, attraverso la tecnologia. Un mondo in cui le persone vivranno più sane e più a lungo. Mi appassiona creare questo mondo, Nel mio ultimo libro l’ho definito: “Un mondo di abbondanza”.

C: Produciamo cibo per 12 miliardi di persone, ma siamo solo 7 miliardi, eppure nel terzo mondo si muore di fame. Abbondanza distribuita male?

D: Una domanda chiave è: “Possiamo produrre cibo dove viene consumato?” Oggi, se mangio un pasto a San Francisco, il mio vino potrebbe arrivare dall’Italia e il salmone dal Cile. Un pasto medio percorre circa 3200 km per arrivare in tavola! con la tecnologia si potrebbe coltivare tutto quello che serve in loco, in un grattacielo, ad esempio, in cui gli alimenti crescono in continuazione ed è tutto controllato, dal PH dell’acqua alle sue caratteristiche chimiche e fisiche. Così il cibo non si dovrà più spostare migliaia di km. Questo è uno dei ragionamenti che facciamo. Un altro è sulla genetica: possiamo coltivare nuovi cibi più nutrienti? Qui alla SU si è formata una compagnia, “Modern Meadow”, che coltiva carni e pellami da cellule staminali. Invece di allevare mucche e poi ucciderle, allevano la carne in laboratorio! Ora stanno lavorando al gusto e al valore nutritivo. Molti pensano che sia una follia… ma ciò che oggi pensiamo essere folle, in futuro potrebbe essere accettato da tutti.

C: Spesso lei parla dell’importanza di “mentalità”. Pensa che potrà presto esserci una tecnologia che divulghi la mentalità di Peter Diamandis a beneficio delle persone dubbiose ed ansiose?

D: Penso piuttosto che la mentalità globale cambierà grazie a tutte quelle persone che vedranno i loro sogni realizzarsi proprio grazie al progresso della tecnologia. Vede, in questo mondo super connesso, i media continuano a divulgare cattive notizie, crimini, omicidi… e questo ci porta ad avere una mentalità negativa. È importante anche porre l’accento su ciò che di buono accade nel mondo, come i progressi pazzeschi che stiamo facendo. Vorrei che i ragazzi avessero come idoli anche gli innovatori che stanno rivoluzionando il mondo con le loro invenzioni, e non solo star del cinema e dello sport.