The Long Now Foundation

By gennaio 24, 2018technology

ALEXANDER: Questo spazio si chiama “The Interval” ed è un caffè, un bar, un luogo per ospitare eventi, un museo e una libreria. È tutte queste cose insieme. Il nostro menù si basa sul tempo e parte dall’idea di mostrare la storia dell’alcol attraverso la storia della civiltà. La storia dell’alcol è tanto vecchia quanto quella della civiltà. Addirittura è difficile capire quale delle due è nata prima! Per fare un esempio abbiamo una ricetta di birra di 3000 anni fa. Una delle birre che serviamo si chiama “Il tocco di Mida”, la cui ricetta è stata scritta da un archeologo esperto in biologia molecolare che smantellando le urne scoperte all’interno della tomba di re Mida, vi ha trovato una lista di ingredienti. L’ha poi consegnata a un birrificio che ha prodotto una birra basandosi su quell’antica ricetta. Questi libri che vedi dietro di me fanno parte di una collezione chiamata “Il manuale della civiltà”. Sono i 3000 libri ideali per sostenere o riavviare la civiltà umana.

CRISTINA: Alexander, com’è nato questo progetto?

A: La fondazione “The Long Now” è nata nel 1996 come risposta ad un mondo sempre più frenetico e il nostro obiettivo è quello di stimolare le persone a pensare a lungo termine. Il nostro primo progetto è stato un orologio che segnerà il tempo per 10000 anni, costruito in scala monumentale. Alcuni degli oggetti qui presenti sono prototipi di quello vero, attualmente in costruzione. Sarà il simbolo di un pensiero “a lungo termine”. Segnerà il tempo seguendo i cicli naturali del sole e della luna, della notte e del giorno e dei pianeti visibili a occhio umano, come questo prototipo e in molti altri modi fino al più lungo dei cicli che si basa sugli equinozi e che dura 26000 anni. La versione in scala reale dell’orologio è in costruzione nel Texas occidentale. Volevamo un posto desertico, lontano dalle città, protetto da guerre e catastrofi naturali. L’ambiente circostante è perfetto per la sua preservazione. È asciutto, sotterraneo, ma abbastanza in alto, in modo che l’acqua scoli al di fuori invece di rimanere bloccata lì. Il musicista Brian Eno, membro della fondazione e lo scienziato informatico Danny Hillis, hanno creato un algoritmo che farà suonare 10 campane ogni giorno in una diversa sequenza per 10000 anni (si parla di circa tre milioni e mezzo di combinazioni).

C: E come contate il tempo, qui alla fondazione “The Long Now?” 

A: Aggiungiamo uno zero all’inizio di ogni data, adesso, ad esempio, siamo nello 02014. Serve a ricordare alla gente che lavoriamo in una cornice temporale di 10000 anni. Una delle cose che ci siamo chiesti, lavorando al design estetico dell’orologio, è: “Cosa sarà considerato bello tra 100, 1000, 10000 anni da adesso?” Un modo per capirlo è vedere che cosa piaceva all’uomo di 10000 anni fa e artefatti ce ne sono. Le pitture rupestri di Lascaux hanno 17000 anni circa, alcuni posti in Italia ne hanno 3000… in questo modo ci si fa un’idea di una possibile “estetica eterna”, e del rapporto dell’uomo con i manufatti. È attraverso questo procedimento che realizziamo i nostri disegni. Altre parti dell’orologio sono state ispirate da posti in giro per il mondo. Uno di questi è il pozzo di Orvieto disegnato da Leonardo Da Vinci, con due scale a spirale gemelle. L’intera struttura dell’orologio è, di fatto, un lungo pozzo verticale con una scala a spirale che lo attraversa.

C: Parlami di quell’affascinante progetto a proposito della preservazione delle lingue a cui avete dato vita voi della fondazione “The Long Now”

A: Il progetto Rosetta è nato nel 1998 e il suo obiettivo e quello di far sapere alla gente che il problema non è solo quello della scomparsa delle lingue, ma anche che il modo in cui conserviamo i dati, il digitale, non durerà a lungo. Quindi abbiamo realizzato un disco analogico, che contiene migliaia di lingue, micro incise e leggibili soltanto con un microscopio, non con la tecnologia digitale. Uno di questi dischi fa parte della “Missione Rosetta”, dell’Agenzia Spaziale Europea, ed è da poco atterrato su una cometa. Il nome della nostra fondazione è nato dall’idea di uno dei nostri membri, Brian Eno, che quando si è trasferito da Londra a New York, ha notato che la gente intende cose diverse quando dice “now” (adesso). A New York intende letteralmente cinque minuti, mentre in Europa e a Londra intendono il più lungo tempo concepibile. Eno ha chiamato quello europeo il “long now” (lungo adesso) e quello di New York lo “short now” (il breve adesso). Noi abbiamo semplicemente esteso la sua idea di “long now”… per noi significa i 10000 anni che stiamo vivendo.