Tessuto in polipropilene di Respect Life

By giugno 3, 2019ecology

Si stima che nel mondo vengano prodotti ogni anno circa 400 miliardi di metri quadrati di tessuti. 80 miliardi di capi di abbigliamento di cui il 75% finisce in discarica o viene incenerito. Oggi esistono realtà capaci di ridurre questi sprechi. Ad esempio i tessuti di Respect Life in polipropilene, riciclabili al 100%. Per produrli si consuma pochissima acqua, senza inquinarla. Sono antibatterici, anallergici, e quindi ottimi per l’impiego in strutture sanitarie come ospedali e ambulatori.

Cristina: Si stima che nel mondo vengano prodotti ogni anno circa 400 miliardi di metri quadri di tessuti. 80 miliardi per capi di abbigliamento, di cui il 75% viene incenerito o finisce in discarica. Oggi esistono realtà che sono in grado di ridurli questi sprechi. Ad esempio i tessuti in polipropilene, che sono riciclabili al 100%. Per produrli si consuma pochissima acqua, senza inquinarla.  Sono antibatterici, anallergici, e quindi ottimi per l’impiego in strutture sanitarie come ospedali e ambulatori. Mirella, rispetto ad altri tessuti in polipropilene, il vostro in che modo è diverso?

Mirella Civardi: Prima di tutto è diverso per il filato che utilizziamo, un filato continuo che non ha nessun tipo di nodo o di asperità, e pur essendo così piccolo, contiene 80 fili più sottili di un capello. La costruzione dei capi non richiede nessun altro tipo di prodotto o materiale, utilizziamo esclusivamente il polipropilene.

C: E questo che vantaggi comporta al contatto con la pelle?

M: Al contatto con la pelle abbiamo un tessuto morbido, liscio, e traspirante, senza alcun tipo di asperità. Non crea irritazioni alla pelle, neanche la più malata o con dei problemi sanitari.

C: I vantaggi per la salute, in generale, quali sono? 

M: Prima di tutto è completamente anallergico e antibatterico. Sia il tessuto che il filato sono completamente idrofobici, quindi i batteri non trovano un ambiente favorevole per potersi riprodurre.

C: Invece i vantaggi per l’ambiente?

M: La produzione al polipropilene è a bassissimo impatto ambientale: si colora in pasta, quindi tutto quello che serve per colorare non si disperde nell’ambiente. Si lava con acqua e sapone, e si ricicla al 100%. Questi tessuti possono essere colorati in mille modi, senza utilizzo di chimica e con colori naturali. Per fare una maglietta come la mia ci vogliono 0,6 litri d’acqua. Per fare una maglietta in cotone ce ne vogliono 2,700 di litri, senza parlare di tutti i pesticidi e tutto quello che serve per coltivare il cotone in campo.

C: E quindi il mondo della moda potrebbe recepire la validità di un tessuto come questo?

M: C’è una grande sensibilità sulla sostenibilità. Il nostro prodotto produce pochissima CO2 e produce anche pochissimo inquinamento perché può essere riciclato.

C:  Grazie Mirella. La qualità tattile, nonché quella estetica, sono molto interessanti e sono caratteristiche fondamentali per portare sul mercato prodotti sostenibili. Occhio al futuro