Privacy Policy Talent Garden, il co-working Italiano • Cristina Gabetti Skip to main content

Talent Garden, il co-working Italiano

By Agosto 3, 2018Luglio 31st, 2020technology

Con 18 campus sparsi in Europa, oltre 2.500 professionisti e più di 235 aziende all’interno del loro network, Talent Garden è modello di coworking nato in Italia che funziona. Collaborando e connettendosi fra di loro, chi sceglie questa realtà ha un occhio al futuro.

Cristina: Oggi vi parliamo di coworking che significa collaborare lavorando insieme, uno spazio che non è una novità nel panorama italiano ma questo funziona in maniera diversa. Com’è nata l’idea di questo spazio di coworking e di contaminazione?

Davide Dattoli: L’idea nasce dal fatto che in Italia e in Europe è pieno di talenti, e sono tutte persone che stanno a 1 o 2 km di distanza, spesso in tante piccole città, e qui invece l’idea è stata mettiamole insieme e costruiamo un luogo dove ognuno di loro possa trasferirsi, condividendo una scrivania, ma con l’idea del valore dello stare insieme e del conoscersi, confrontarsi. In un momento in cui apri un giornale e tutto va male e invece vedere che spesso ci sono altre persone che stanno facendo tante cose belle come costruire cose insieme.

Cristina: Raccogli anche talenti non ancora indirizzati?

Davide Dattoli: Assolutamente si, all’interno di questi luoghi ci sono in realtà persone di tutti i tipi. Ci sono persone nella fase iniziale della loro attività professionale e chi invece è già qualche anno che ci lavora e la cosa bella è proprio questo, in uno stesso settore quello del digitale e della tecnologia, così importante oggi, persone che si confrontano tra di loro, che condividono esperienze, idee e costruiscono insieme a noi i progetti.

Cristina: Ci sono molte startup, ci sono anche grandi aziende, che cosa li attira?

Davide Dattoli: Il vero tema oggi è la contaminazione tra mondi diversi, l’innovazione tramite la contaminazione, allora il tema è mettere insieme grandi imprese, startup, liberi professionisti. Contaminare esperienze per costruire progetti nuovi, per costruire innovazione che modifica e migliora anche le aziende più tradizionali che hanno tanto bisogno di aggiornarsi e di capire dove va il mondo di domani.

Cristina: Come scegliete le città nuove in cui portate il vostro spazio di coworking?

Davide Dattoli: Oggi abbiamo costruito un algoritmo, all’ interno, che ci permette di mappare cosa succede in diversi territori italiani ed europei e vedere in tempo reale dove l’innovazione sta nascendo, come sta crescendo e dove è più necessario un intervento come un coworking.

Cristina: Quanto costa avere una scrivania qua?

Davide Dattoli: Costa 250 euro al mese tutto incluso, dipende dalle città, dipende dalle membership ma l’idea è un costo competitivo che non sia una barriera all’ingresso perché la vera barriera all’ingresso deve essere il talento delle persone che entrano.

Cristina: Lo spazio può ospitare anche talenti acerbi? Persone che non sanno ancora bene che cosa vogliono fare nella loro vita?

Davide Dattoli: Assolutamente si, questo è un coworking un po’ particolare perché abbiamo anche all’interno una scuola di formazione professionale. Crediamo che oggi il tema del digitale sia così importante che bisogna anche formarsi per entrare in questo settore. Quindi al piano terra c’è una scuola di formazione che forma tutte quelle che sono le professionalità richieste oggi dalle imprese italiane, sui temi del digitale. All’interno di questo luogo si può non solo lavorare ma anche imparare ciò che è il domani.