Progetti educativi – Rob Nail

By Marzo 6, 2016 Maggio 7th, 2020 sdg 4, sdg 9, technology

Siamo in testa alla lista dei paesi col tasso di natalità più basso al mondo. L’Italia invecchia in fretta e toccherà ai nostri pochi giovani portare l’onore del Belpaese al centro del XXI secolo. Come sapranno avere buona cura di loro stessi, dei loro figli e di noi, dipende da come li formiamo oggi, non domani. Attardarci ad aggiornare i nostri sistemi scolastici è perdente solo per noi. Chi è appassionato alla conoscenza e alla cultura ha solo da guadagnare capendo quanto le tecnologie diano accesso come mai prima a strumenti utili per il nostro sapere, e il nostro saper fare. Il ruolo di insegnanti appassionati, competenti e informati è di ispirare i nostri ragazzi, insegnare loro a pensare e fare le domande giuste. Abbiamo incontrato Rob Nail, della Singularity University, che di mestiere studia come mettere le tecnologie esponenziali a servizio dell’apprendimento. E mentre editavo l’intervista realizzata ad Amsterdam, mio nipote di 12 anni mi mandava il rap brillante e pungente di Prince Ea, un poeta contemporaneo con milioni di followers sui social media. Con geniale semplicità ci ispira ad aggiornarci. I giovani ci chiedono questo.

Cristina: Siamo ad Amsterdam per un summit della Singularity University, organizzazione che nasce in California per aiutarci a capire quanto opportunità abbiamo per avere un impatto positivo sulla nostra vita e su quella degli altri, a partire da educazione e formazione.

Rob Nail: I nostri sistemi educativi sono obsoleti. In futuro i contenuti potranno essere insegnati e appresi più facilmente con la tecnologia. E il ruolo dell’insegnante umano sarà quello di risvegliare il potenziale degli studenti, aiutarli a capire cosa gli appassiona e imparare a formulare le domande chiave per accedere agli strumenti e alle competenze necessarie nel momento del bisogno. Imparerai il calcolo algebrico quando dovrai creare un’equazione differenziale per lanciare un razzo su Marte. E credimi, se è quella la tua passione, sarai motivato ad affrontare ogni sfida.
Quello che si insegna nelle scuole deve rispondere ai bisogni del 21° secolo, ma accanto a capacità specifiche è fondamentale saper pensare, comprendere le complessità e le dinamiche dell’insieme.

Cristina: Quando pensi che si colmerà il divario tra le soluzioni disponibili e la loro diffusione?

Rob Nail: Penso che stia già accadendo e stiamo evolvendo verso una realtà capace di mettere a frutto i potenziali delle nuove tecnologie. Per arrivarci però è necessario sperimentare tanto, avere il coraggio di aggiornare i sistemi educativi e prendere spunti da chi abbraccia più facilmente il cambiamento. Ad esempio, abbiamo passato del tempo in Uruguay e, forse proprio perché è un paese piccolo, lì è più facile innovare. Tutti gli studenti delle scuole elementari, medie e superiori hanno i tablet. E insegnano programmazione e robotica nelle scuole pubbliche fin dai primi anni.

Cristina: Incredibile!

Rob Nail: Nella Silicon Valley non siamo ancora arrivati a questo.

Cristina: Nemmeno in Italia.

Rob Nail: In pochi posti al mondo, ma immagina dove arriveranno questi bambini tra 10/15 anni? Se ci concentriamo su un futuro di positività e abbondanza, se osiamo immaginarlo, diventerà realtà. Per crearlo dobbiamo mantenere una mente molto dinamica e incoraggiare nazioni, città e corporazioni a sperimentare nuovi modelli. Le soluzioni non cadono dal cielo e le migliori si trovano provando e riprovando.

Cristina: Mai come ora abbiamo opportunità per imparare. Occhio al futuro!