Pannelli solari – Ramez Naam

By marzo 14, 2016ecology, technology

Esiste una rinnovabile, in particolare, che è in continua espansione e potrebbe valorizzare i paesi del sud europa. Il potenziale? Un’interdipendenza europea a livello di rinnovabili, in un momento difficile per la coesione europea.

Cristina: Il 2016 è l’anno più caldo dal 1880. Il clima sta cambiando più in fretta del previsto, e il nostro consumo di energia, in un modo o nell’altro, è responsabile di questo. Per fortuna non mancano le soluzioni per alleggerire la nostra impronta ecologica. Quali sono i principali “falsi miti” sulle energie rinnovabili?

Ramez: Crediamo che le energie rinnovabili non possano alimentare un continente come l’Europa, ma non è così. Pensiamo che gli impianti solari ed eolici consumino più energia per essere costruiti di quanta ne producano, ma in realtà è il contrario. I pannelli solari generano 20, 30 volte più energia rispetto a quella necessaria per realizzarli.

Cristina: Anche quelli vecchi?

Ramez: Quelle vecchie sono meno efficienti, forse 5 o 10 volte, ma quelli nuovi arrivano fino a 30. I pannelli stanno diventando più efficienti, ma soprattutto costa meno costruirli. I metodi di fabbricazione sono migliorati e i prezzi del prodotto finale sono precipitati. L’energia più economica al mondo sta diventando il solare. Ad esempio a Dubai e in Cile costa la metà del carbone e del gas naturale.

Cristina: Metà del carbone?

Ramez: Meno di 3 centesimi di dollaro per kilowattora, pazzesco. L’energia solare oggi è solo l’1% dell’elettricità dell’elettricità del mondo, e ci sono voluti 30 anni, ma diventerà il 2% in 2 anni, e dopo altri 2 anni sarà il 4%. É l’inizio del boom.

Cristina: E perché si concentra sul solare, rispetto ad altre forme di energia rinnovabile?

Ramez: Perché il prezzo sta scendendo molto velocemente. E quello che paga, nel lungo periodo, è il prezzo. La gente comprerà l’energia che costa meno. Italia, Grecia, Croazia, Spagna… possono potenzialmente diventare produttrici di energia solare per tutto il continente. L’Europa ha bisogno di una rete energetica integrata in modo che queste nazioni possano esportare solare nei periodi più produttivi, incassando risorse da investire in lavoro e sviluppo, e magari in inverno importare energia eolica dai paesi del Nord Europa.

Cristina: L’Italia scoraggia impianti solari a terra. Lei cosa ne pensa?

Ramez: Penso sia un errore, perché basterebbe poco – meno dell’1% del suolo italiano – e si poterebbe produrre energia solare sufficiente per il fabbisogno non solo italiano, ma anche francese, senza intaccare la disponibilità di terra fertile da coltivare. Le isole energetiche non hanno senso, sono come un computer senza internet. Abbiamo bisogno di reti intelligenti. Non indipendenza, ma interdipendenza energetica per tutta l’Europa.

Cristina: Il tema è caldo. Occhio al futuro!