Neil Harbisson, l’uomo cibernetico che ascolta i colori

By agosto 3, 2018technology

Neil Harbisson è nato con una rara malattia, l’acromatopsia, che gli consente di vedere solo in bianco e nero. Spinto dalla curiosità del mondo intorno a sé, ha deciso di sviluppare un impianto cibernetico che gli consente di aggiungere un nuovo senso. Intrapreso come un progetto d’arte all’università, in fine ha trovato un gruppo di dottori europei per eseguire l’operazione, alla condizione che rimanessero anonimi. Oggi, attraverso il chip impiantato chirurgicamente nel suo cervello e un’antenna davanti alla fronte che funge da occhio, riesce ad ascoltare i colori che lo circondano. Il chip è dotato di connessione internet e attraverso satelliti, Neil può ricevere colori in remoto da 5 persone sparse nel mondo, che sia sveglio o stia sognando.

Neil ha stabilito la Cyborg Foundation nel 2010, assieme alla fidanzata Moon Ribas (anche lei dotata di impianti cibernetici), per ispirare ed aiutare le persone che desiderano integrarsi con la tecnologia.

CRISTINA: La Singularity University di cui avete sentito parlare in questa rubrica, ha tenuto il suo Summit sulle tecnologie esponenziali proprio a Milano. State per incontrare un uomo che vede il mondo in bianco e nero, ma grazie ad uno strumento cibernetico, lui i colori, li ascolta. Neil, com’è nato questo impianto che ti ha cambiato la vita?

NEIL HARBISSON: Ho iniziato questo progetto all’università mentre studiavo arte, quindi è nato come un progetto artistico. L’ho sviluppato con l’aiuto dei miei amici ed è ancora in via di sviluppo.

CRISTINA: Sei la prima persona ad avere questo tipo di tecnologia?

NEIL HARBISSON: Si.

CRISTINA: Raccontaci un po’ come funziona.

NEIL HARBISSON: È un sensore di colori che legge le frequenze della luce davanti a me e manda levibrazioni di colori nel mio cranio. Io le sento nella mia testa e queste vibrazioni diventano suoni per il mio orecchio interno e posso sentire il suono dei colori, anche quelli invisibili come i raggi adinfrarossi e gli ultravioletti. C’è anche una connessione internet, che mi permette di ricevere colori da altre persone e da satelliti.

CRISTINA: E quando visiti le città? Come suona Milano ad esempio?

NEIL HARBISSON: Milano ha molte sfumature di fa e sol, che sono il rosso ed il giallo. Quindi sono il rosso ed il giallo i colori dominanti.

CRISTINA: Cambia il tuo modo di vestirti anche?

NEIL HARBISSON: Si, ora mi vesto a secondo dei suoni, ad esempio questa camicia mi piace perché è molto musicale, mi piacciono i suoi suoni.

CRISTINA: A questo punto ti devo chiedere, che suono ha la mia faccia?

NEIL HARBISSON: I tuoi occhi sono un “si”, come “do re mi fa“, le tue labbra sono “mi“, il tuo viso è tra il “fa” e il “sol“, e i tuoi capelli sono come una sfumatura di “fa“. Hai un ottimo suono!

CRISTINA: Grazie! Sogni a colori o in bianco e nero?

NEIL HARBISSON: Da quando ho l’antenna, sogno anche a colori, ma i colori sono queste vibrazioniche appaiono nei miei sogni.

CRISTINA: Tu dici, basta con le app sul telefono, vogliamo creare delle app per il corpo. Che cosa hai in mente?

NEIL HARBISSON: È molto diverso usare la tecnologia come uno strumento o diventare tu stesso tecnologia. Ad esempio, io non indosso della tecnologia, sono tecnologia, e questa è una differenza enorme. Molte persone dicono che indosso un’antenna, ma non è vero, l’antenna fa parte di me, quanto il mio naso o le mie orecchie, e io non me ne accorgo. Il modo più confortevole di fondersi con la tecnologia è diventare noi stessi tecnologia.

CRISTINA: È il caso di dire che Neil, l’occhio al futuro, ce l’ha già!