Nanorobotica – il segreto della vita eterna degli organi

By gennaio 24, 2018technology

Questa settimana incontriamo il Dottor Ralph Merkle che, dalla Singularity University, ci introduce ad una famiglia di nanobot (nanorobotica) medici, capaci di operare all’interno del nostro corpo per riparare i danni a livello cellulare. “Questione di decenni,” dice, e mostra un braccialetto molto particolare che, quando cesseranno le sue funzioni vitali, lo avvierà ad un interessante destino.

MERKLE: Stiamo lavorando a tecnologie mediche capaci di intervenire al livello in cui avviene il danno e di ripararlo. Un esempio di nanobot medico è un respirocita. Parliamo di uno strumento piccolissimo, di circa un micron, che sarebbe iniettato nel sistema circolatorio insieme a miliardi di altre cellule per trasportare ossigeno. Esattamente come fanno i globuli rossi… si tratta infatti di un globulo rosso artificiale. I globuli bianchi artificiali, invece, pure loro nel sistema circolatorio, saranno in grado di identificare un agente patogeno, come un batterio indesiderato e poi inglobarlo, mangiarlo e digerirlo. I resti, trattandosi di piccole molecole innocue, non irriterebbero l’organismo. i nanobot opereranno meglio delle cellule bianche ordinarie, quindi potranno fermare le infezioni più rapidamente e con maggiore efficacia. Prendiamo il caso del cancro: la sfida è di identificare le cellule cancerose e i nanobot medici sono dotati di computer che elaborano processi decisionali molto complessi diventerà facile, in questo modo, trovarle e isolarle. Succederà tutto tra qualche decennio. Quando esattamente, dipende dall’impegno che metteremo nello sviluppare la tecnologia che serve a costruire i nanobot medici. Già, perché il primo passo è realizzare una micro-fabbrica che sia a sua volta in grado di costruire respirociti e globuli bianchi artificiali.

CRISTINA: Secondo lei la morte corrisponde con la fine della vita degli organi?

M: Anni fa la gente diceva: “Sei morto se smetti di respirare”. Poi si passò a: “Sei morto quando il tuo cuore smette di battere.” oppure: “Sei morto se si fermano le tue onde cerebrali.” Niente di tutto questo è preciso. Quando abbiamo iniziato a studiare i nanobot medici e le nuove nanotecnologie in generale, ci siamo resi conto che presto saremo in grado di riparare tessuti anche quando non funzionano più. Di conseguenza, la nostra definizione su ciò che è vivo e ciò che non lo è, è cambiata ancora. Pensi solo che, con queste tecnologie, potremo rianimare persone che sono state crio-conservate! Ci sono già due organizzazioni che lo fanno, qui negli Stati Uniti e io sono membro di una di esse, la Alcor. Se dovessi avere un infarto o ammalarmi gravemente la Alcor sarebbe immediatamente allertata e io sarei posto in crio-conservazione. Così mi sveglierei in un futuro in cui le tecnologie sarebbero sufficientemente avanzate. Spero in questo modo di scoprire quali progressi nasceranno dalla tecnologia che si sta sviluppando in questa generazione.