La sinfonia dei neuroni

By 25 Marzo, 2016 2 Agosto, 2019 technology

Immaginate una sinfonia prodotta dai neuroni del vostro cervello. La sente spesso la neuroscienziata e anestesista Divya Chander che ci racconta di scoperte che danno alla gente la possibilità di superare i loro impedimenti come mai prima d’ora.

Cristina: Divya Chander, anestesista e neuro scienziata, studia lo stato di coscienza del cervello e partecipa a interventi rivoluzionari che consentono a persone con patologie gravi di riscoprire la normalità.

Divya Chander: Le operazioni che facciamo – impiantare elettrodi, fare la stimolazione celebrare profonda – sono incredibili. Posso solo immaginare come possiamo cambiare la vita di queste persone, che hanno perso così tanto in termini di qualità di vita, e noi inseriamo qualcosa che va a lavora sui loro circuiti cerebrali e fornisce l’elettricità necessaria per  riaprire le vie neurali che non funzionano più. Queste operazioni sono molto difficili, perché i pazienti devono rimanere svegli per la maggior parte dell’intervento così da ricevere feedback in tempo reale. Immagina di essere mia paziente. Ti tocco la mano o ti muovo il ginocchio e sentirò subito i neuroni accendersi nel tuo cervello in risposta al mio contatto. E’ quello che succede in sala operatoria. Per questo i pazienti devono essere svegli. Puoi fare delle piccole modifiche per trovare il punto esatto. Senti proprio la sinfonia quando ti avvicini.

Cristina: E gli algoritmi a cosa servono?

Divya: Immagina se ti mandassi una scarica di elettricità e ti dicessi “Che significa?”. Mi risponderesti “come faccio a saperlo? Io parlo con le parole, mica con gli impulsi elettrici.” Beh, il tuo cervello sì. Ci abbiamo messo tanto tempo a mettere insieme, pezzo per pezzo, un dizionario per comprendere il suo linguaggio, la struttura, il codice per decifrare tutto ciò che contiene. Se vuoi leggere la mente, devi leggere il cervello. I complessi algoritmi informatici servono per tradurre la sinfonia di elettricità che arriva simultaneamente al cervello.

Cristina: Ci sono parti del cervello ancora da scoprire?

Divya: Usiamo tutto il cervello, ma in modo diverso, a seconda dei momenti. Non abbiamo ancora decodificato tutto. Identifichiamo bene quello che è legato a una sequenza o alla matematica, per esempio il movimento – quello è molto facile. Ma pensieri complessi, come l’odore di pane fresco nella cucina di tua nonna, quando eri piccolo dove va a finire? Questo è più difficile per noi al momento. E questo è il terreno inesplorato: capire queste reti di ricordi, emozioni e il legame con quello che ci rende umani e come possiamo riconnetterci.