Jellyfish Barge, la chiatta serra

By gennaio 21, 2019ecology, technology

Un progetto di della start-up fiorentina Pnat, Jellyfish Barge è una chiatta ottagonale che produce il fabbisogno alimentare di otto persone. Utilizza energia solare e il suo sistema di irrgigazione desalinizza l’acqua del mare su cui galleggia. Una soluzione per il popolo mondiale in crescita..

Cristina: Nel 2050 ci saranno due miliardi e mezzo di persone in più e non basta la terra coltivabile, non basta l’acqua dolce, che è alla base di ogni forma di vita. Stefano voi che soluzione avete elaborato?

Stefano Mancuso: Il problema è un problema enorme, perché stiamo parlando di nutrire 2 miliardi e mezzo di persone in un tempo così breve e come hai detto giustamente, non c’è abbastanza suolo coltivabile e soprattutto non c’è abbastanza acqua dolce. Vorrei ricordare quanta acqua dolce c’è sul pianeta, il 97% dell’acqua che è presente è salata e non la possiamo utilizzare. Il restante 3%, 1% è fermato ai poli quindi ne rimane il 2%, di questo 2% per un motivo o per un altro un’altra quantità non è utilizzabile, quindi noi viviamo con l’1,5% dell’acqua del pianeta. Ad oggi, il 70% di tutta l’acqua dolce del pianeta terra è utilizzata per l’agricoltura, non potremo andare avanti a lungo in questa maniera. Di sicuro non potremo nutrire altri due miliardi e mezzo di persone con questa poca acqua, bisogna trovare delle soluzioni alternative. La soluzione che abbiamo trovato noi si chiama Jellyfish Barge ed è un serra galleggiante. Ha una forma ottagonale, che ha un diametro di 12 metri che galleggia sul mare, quindi non utilizza nessun tipo di terra, nessun tipo di suolo. Non hai bisogno di acqua dolce perché è in grado di dissalare l’acqua del mare e utilizzare quest’acqua che ha dissalato per nutrire le piante al suo interno. Il tutto utilizzando esclusivamente energia solare.

Cristina: Si avrebbe bisogno di fertilizzanti nel Barge?

Stefano Mancuso: Noi non utilizziamo nessun fertilizzante che non siano alghe, soltanto alghe che crescono nel mare. Senza nessun tipo di energia non rinnovabile, senza suolo e senza neanche un millilitro di acqua dolce siamo in grado di produrre da mangiare per otto persone. Queste zattere galleggianti possono essere messe a galleggiare li dove il cibo necessita, possono essere agganciate l’una all’altra fino a rendere possibile la produzione di alimenti necessari. Se c’è una popolazione di 50.000 persone o di 30.000 persone, il Jellyfish crescerà diciamo in maniera adeguata. Fra l’altro hanno una forma ottagonale, non esagonale, perché l’esagono coprono tutta la superficie, mentre invece gli ottagoni lasciano la possibilità di creare delle strade, dei luoghi attraverso i quali camminare anche. Tutta l’idea che ha spinto fin dall’inizio della progettazione di Jellyfish Barge è quella di avere dei mercati, dei propri luoghi dove si produce da mangiare, dove la si vende, come si dice oggi a km 0 e rispettosa dell’ambiente.

Cristina: Grazie Stefano, speriamo che qualcuno si renda conto del buonsenso di questo progetto perché prima o poi i costi ambientali li dovremo pagare. Occhio al futuro