Italiani al volante di macchine auto-guidate

By 23 Luglio, 2018 31 Luglio, 2019 technology

Contenuti extra da Occhio al Futuro su Striscia la notizia. Conversazione con Brad Templeton sul futuro del trasporto automobilistico: “Come passare da zero tempo libero ad un’ora in più al giorno.”

TEMPLETON: Ogni anno 1,2 milioni di persone in tutto il mondo muoiono in incidenti stradali. Sono le cifre di un’epidemia. Tra l’altro la città più pericolosa d’Europa è Roma. È un bilancio folle e arginarlo sarebbe già di per sé una conquista.

CRISTINA: Brad, come cambierà il modo di viaggiare?

T: Il matrimonio tra computer e auto costituisce la base del nostro futuro. I computer guideranno le macchine e ne diventeranno la parte più importante. Questo salverà molte vite, farà diminuire il consumo energetico dei trasporti e cambierà le nostre città. Sfortunatamente uno degli ultimi paesi che vedranno questa rivoluzione è proprio l’Italia. Voi italiani amate la guida audace, andate troppo veloce e cambiare la vostra attitudine sarà una sfida. Nella maggior parte del mondo invece vedremo i primi risultati in questo decennio e nel prossimo la transizione sarà completa. Molti amano guidare, ma a nessuno piace fare il pendolare o rimanere bloccato nel traffico. Se al volante c’è un computer il guidatore è improvvisamente libero e guadagna circa un’ora di tempo al giorno, ovvero la media che un individuo spende per strada quotidianamente. Probabilmente hai già sentito parlare del successo dei nuovi taxi personali online, servizi come “Uber”, che si stanno diffondendo in tutto il mondo. Questo ci fa capire che la nuova generazione non è ossessionata dalla proprietà di una macchina ed è pronta a provare qualcosa di nuovo. Si calcola, tra l’altro, che spendiamo un quarto della nostra energia in macchine e che, negli Stati Uniti, un quarto dei gas serra sono emessi dalle autovetture. Cambiare il modo in cui la gente si muove, passare a veicoli più piccoli, più leggeri, soprattutto quando si viaggia da soli, cioè il più delle volte, potrebbe portare a grandi vantaggi.

C: E come voleremo? Insomma, non pensi che le auto si sposteranno nell’aria?

T: Tutti abbiamo i nostri sogni di auto volanti, non è vero? Per farlo ci vorrebbero nozioni di fisica e ingegneria che ancora non abbiamo. Per le macchine auto guidate serve solo software. dico “solo”, ma non si tratta di un problema semplice. Comunque una delle ragioni per cui non avremo mai elicotteri personali è perché il nostro vicino ci impedirebbe di decollare dal giardino, con tutto il chiasso che fanno! Magari, quando saremo in grado di progettare qualcos’altro, allora potremo volare. Ad esempio, il futuro delle consegne a domicilio sarà sicuramente attraverso l’aria.

C: Le strade dovranno essere modificate per la macchina autoguidata?

T: No, è questo il bello dei computer e dei software: fanno in modo che il cambiamento sia virtuale, non fisico. Al posto di avere regole, corsie, eccetera, ci sarà un computer intelligente sul tetto di ogni auto. Di fatto l’idea è quella di mettere l’intelligenza nelle macchine, non nelle città.

C: Credi che la legislazione riuscirà a stare al passo?

T: Solo poco tempo fa avrei risposto di no, la gente ha paura del cambiamento, ma stiamo assistendo all’opposto. C’è competizione tra le giurisdizioni per aggiudicarsi i vantaggi della nuova industria automobilistica. Chi si preoccupa, invece, sono le compagnie assicurative, perché se gli incidenti diminuiscono, di pari passi vanno i loro introiti, ma non sono dei vampiri! Si inventeranno un altro modo per sopravvivere, trovando qualcos’altro da assicurare. Si calcola che gli americani guidino 50 miliardi di ore ogni anno e che ne dedichino 240 miliardi al lavoro. È una bella fetta del loro tempo produttivo. In Europa, a larghe linee, il rapporto è lo stesso. È giunta l’ora di cambiare!