Intelligenza artificiale con Neil Jacobstein

By 25 Marzo, 2016 2 Agosto, 2019 technology

Cristina: Che impatto ha l’intelligenza artificiale sulla nostra intelligenza? O sono già una cosa sola?

Neil Jacobstein: Esistono già sistemi di intelligenza artificiale in grado di identificare le sequenze che si ripetono nei dati, ma non sono ancora capaci di contestualizzare, di formulare le domande e di comprendere quali problemi stiamo cercando di risolvere. Credo che nasceranno delle vere e proprie collaborazione con diverse forme di intelligenza artificiale. Non saremo solo noi a fare le domande e non saranno solo loro a rispondere, ma risolveremo tutto insieme. Sarà come lavorare con un amico molto intelligente, che ha capacità diverse dalle nostre. Oggi, per affrontare i problemi in modo efficace, formiamo delle squadre di persone diverse tra loro. Allo stesso modo creeremo squadre composte da persone e da intelligenze artificiali con competenze diverse, e insieme risolveremo problemi complessi.

Cristina: Lei ha definito l’intelligenza artificiale, una utility, un servizio. Questo non renderà le persone intelligenti ancora più intelligenti e le persone poco intelligente ancora meno?

Neil Jacobstein: No, al contrario: renderà l’intelligenza in senso lato più democratica, più accessibile attraverso strumenti che consentono di identificare schemi ed elaborare risultati sulla base dei fatti. Le persone non molto intelligenti diventeranno più intelligenti e quelle che lo sono già, lo diventeranno ancora di più. Troppo spesso le decisioni di governi e aziende si basano su opinioni invece che sui fatti. Non solo i problemi, ma anche le loro risoluzioni e il monitoraggio dei progressi, potranno essere fatti dall’intelligenza artificiale. Questo avviene già oggi: puoi addirittura impostare degli avvisi su determinati criteri di interesse in modo da essere informato quando si verificano e correggere il tiro. Google Alerts, per esempio, può essere impostato per ricevere una notifica quando si verificano certe circostanze, quando il livello di CO2 supera una certa soglia, quando la borsa raggiunge un certo valore, quando l’utilizzo delle auto senza conducente arriva a un certo livello. Tanti strumenti per monitorare il mondo, per rendere flussi di dati complessi più fluidi e seguirne l’andamento, per essere informati quando i nostri interessi sono soddisfatti.

Cristina: Ad esempio, questo telefono non è già un’estensione del nostro cervello?