Impara i tuoi desideri

By febbraio 18, 2019features

Incuriosita dalla fama del personaggio, e da sempre appassionata di dottrine di crescita spirituale, ho seguito il primo seminario italiano di Deepak Chopra per Elle.

Aspettavo da tempo l’occasione per conoscere Deepak Chopra. Volevo capire di persona le ragioni del suo successo, vederlo in azione,scoprire perché grandi personaggi dello show business, politici e imprenditori, da George Harrison a Demi Moore e Bill Clinton si affidano a lui per la loro crescita spirituale. Un’amica l’estate scorsa mi aveva regalato “La realizzazione spontanea dei propri desideri” (penultimo libro pubblicato in Italia) e avevo da quel momento messo in pratica gli esercizi quotidiani che propone.

L’essenza del libro è che le coincidenze sono messaggi e che la realtà ci presenta le opportunità necessarie per concretizzare i nostri sogni. Basta saper dirigere il nostro intento. Ho saputo per caso che s’apprestava a tenere il suo primo seminario in Italia e, curiosa di approfondire la natura della “coincidenza”, ho partecipato.

Ad attenderlo, una platea di 600 persone. Veste cargo jeans, camicia bianca, golf grigio. Saluta con discrezione. Prende il microfono. La leggera inflessione indiana nel suo inglese forbito è molto affascinante. Parla con estrema chiarezza e gli bastano pochi minuti per catturare l’attenzione del pubblico. Per rendere immediati i concetti astratti dello spirito, Chopra alterna nozioni di fisica con citazioni di grandi pensatori: il poeta sufi Jalaluddin Rumi, Tagore, Blake, Newton. Un flusso continuo di pensiero per spiegare quanto la realtà invece sia discontinua, è come un film, un insieme di fotogrammi giuntati da un istante di sospensione. On. Off. On. Off. Pulsiamo di vita e in quella frazione di vuoto l’anima, testimone silenziosa, entra in contatto con un regno di infinita potenzialità. Col creato. In quella dimensione siamo coautori della realtà che viviamo. Il discorso di Chopra desta curiosità e stupore.

Racconta di esperimenti fantastici, di comunicazione telepatica studiata in laboratorio. Due persone in meditazione. Due stanze diverse. Nella prima passa un bagliore di luce che il soggetto ovviamente recepisce. Meno ovvio che anche il cervello del secondo rilevi lo stimolo, pur non avendolo ricevuto. Le due persone sono collegate da uno stato della mente, sono dentro a quel vuoto di cui parlava un momento fa. Alla stessa maniera noi possiamo interventire sulla nostra realtà e creare la vita che sognamo di avere. Le coincidenze sono come quel flash, si presentano nella nostra vita per indicare una strada. «Lo spirito è coscienza», ci spiega.

«Aumentare la propria consapevolezza significa indirizzare l’intento, accrescere il potere dell’intuizione, la fantasia, la creatività, l’ispirazione, il libero arbitrio e la libertà di scelta. Avviene tutto simultaneamente». Zoom. Quante cose stanno accadendo in questo preciso istante? Basta un minuto per arrivare a contarne un centinaio. Provateci. Ebbene, non è che un billionesimo di ciò che davvero avviene. Chopra soddisfa tanto le menti razionali quanto gli animi più ascetici, offre una quantità entusiasmante di esempi molto pratici, da quelli in laboratorio a esperienze personali. Racconta di un’amica che gli manda un messaggio sul cellulare: ho bisogno di parlarti. È in auto, si ferma per chiamarla. «Sono a Los Angeles», dice lei. «Che caso, pure io», risponde Chopra. «Dove ci vediamo?». Quando l’amica gli dà l’indirizzo, lui s’accorge d’essersi fermato proprio lì, di fronte al luogo dell’appuntamento. Un incontro avvenuto in improbabili circostanze, per soddisfare miracolosamente una necessità. Cita Walt Whitman: “Ogni atomo che appartiene a te appartiene a me”. Prosegue con un dato scientifico: con ogni nostro respiro prendiamo e liberiamo milioni di atomi (per l’esattezza 10 alla ventiduesima potenza, significa 22 volte 10 ogni ispirazione, altrettanto ogni espirazione), scambiamo particelle con ogni forma vivente e nel giro di 3 settimane questo contatto molto intimo avviene con creature di ogni genere, in ogni parte del mondo.

«Pensate, avete respirato un atomo di George Bush», commenta con leggero sogghigno. Nessuno mi aveva mai posto la questione in questi termini. Capisco il valore della visualizzazione che Chopra propone nel suo libro, una delle tante: “Immagina che quando guardi l’universo stai guardandoti allo specchio”, oppure: “immagina che il tuo spirito non è solo in te ma in ogni altra persona e in tutto ciò che esiste”. Fortuna che non esiste solo George Bush!

M’accorgo che l’unica cosa piccola in questo mondo è la percezione che abbiamo di noi stessi.Troppo spesso ci identifichiamo col corpo, ma la nostra materia fisica non è statica quanto la nostra percezione di noi stessi. Si rinnova completamente ogni 6 settimane. Un nobile esempio di riciclaggio che non sappiamo imitare. Bisogna cambiare punto di vista. Chi osserva non è colui che giudica, si ostina e si lamenta. Quello è ‘ego. Protagonista sulla scena è un altra, è l’anima: creativa, saggia, gioiosa, fantasiosa.

Se dialoghiamo con l’interlocutore sbagliato, con l’ego, restiamo intrappolati nella dimensione locale della mente. Per accedere a quella più vasta, che Chopra definisce non-locale, dobbiamo aprire l’orizzonte oltre i confini del corpo e della mente. Le relazioni con gli altri sono un ottimo specchio. Se impariamo a viverle con il cuore e non con i sensi, arriviamo a comprendere che siamo una cosa sola, che ciascuno di noi fa parte di una consapevolezza universale.

Per capire la vera natura della propria anima, Chopra fa scrivere 3 risposte a sette domande: tre belle esperienze, il mio scopo nella vita, come contribuisco alla vita di famiglia, chi sono i miei miti, qualità che ammiro in un’amica,qualità che mi rendono unica, qualità che esprimo nei rapporti con gli altri.

Passaggio successivo: per sincronizzarsi con l’infinito potere creativo che l’universo mette a disposizione di tutti quanti, è necessario sapere cosa si vuole. Successo? Denaro? Un compagno di vita? Ogni sogno vale. Basta avere le idee chiare e non accanirsi per realizzarlo.

Chopra spiega che i desideri vanno liberati nel vuoto attraverso la meditazione. E’ la chiave d’accesso alla camera con vista, a quel luogo dove lo spirito può guardare lontano. Dopo qualche mese di pratica costante, quei 15 minuti al giorno diventano una vacanza mentale, dove le percezioni più profonde possono presentarsi alla nostra consapevolezza e procurarle sollievo.

Il lavoro di Chopra prosegue con la scelta dei propri archetipi: esistono nel dominio collettivo ed il loro potenziale viene attivato dall’intenzione. Identificando quelli quelli che più ci appartengono, liberiamo un concentrato di pura energia.

La creatività sta alla base di ogni processo vitale. Dobbiamo sperimentare, giocare. Chopra insegna a separare l’anima dal corpo, a percepire oggetti che sono fisicamente distanti. Cita gli esperimenti del dottor Sheldrake con i cani ed i loro compagni umani. Il cane che aspetta a casa sa quando il suo padrone ha cambiato programma e rientra in orario diverso dal solito. È quello stesso istinto che ha salvato le vite degli animali durante lo Tsunami, non ne è morto uno. Su centinaia di migliaia di vittime umane, una sola tribù s’è salvata. Non aveva mai smesso di vivere a contatto con la natura essenziale delle cose.

Che tipo è Chopra? Un uomo che non ha perso la sua semplicità, che coniuga la fisica quantistica con la spiritualità per porgere un messaggio comprensibile alle nostre menti ingabbiate dalla razionalità. Io continuo a mettere in pratica ciò che ho imparato.

Indagare la dimensione dello spirito è un gioco che rivela sempre nuove sorprese.

 

Pubblicato su Elle Italia, 2005