Il segreto per essere innovativi? Saper fallire

By luglio 23, 2018technology

Paul Saffo è un futurologo di fama mondiale, nonché un importante punto di riferimento per capire cosa ci aspetta. Per le sue previsioni viene consultato da leader di ogni parte del mondo. Lo abbiamo incontrato alla Singularity University per capire, in un contesto di innovazione esponenziale, come mappare il cammino nel nostro tempo. Curiosità e coraggio sono due parole chiave per interpretare il suo pensiero.

SAFFO: In un momento di cambiamenti esponenziali per prevedere il futuro è importante saper leggere il passato. I cambiamenti hanno sempre degli antecedenti e studiando a fondo ogni apparente “sorpresa” della storia, ci si accorge che dietro c’è sempre un percorso di almeno 20 anni. La storia non si ripete, ma spesso “fa rima”; quindi il modo migliore per prevedere un evento è analizzare la trama che lo precede.

CRISTINA: Quale momento del passato farebbe rima con il nostro tempo?

S: Se prendiamo l’esempio dei media, la nostra epoca assomiglia agli anni 50, quando arrivò la televisione. In quegli anni ci fu l’espansione dei mass media e la rivoluzione del consumismo di massa. Questa è l’epoca dei personal media e dell’interazione globale.

C: Crede che la realtà virtuale stia per esplodere?

S: I primi prototipi furono sviluppati da Scott Fisher qui alla NASA a metà degli anni 80. Quello che è successo da allora si può riassumere in 30 anni di fallimenti costruttivi. Il fallimento è negativo solo quando le conseguenze sono mortali. In quel caso la paura è giustificata. Il segreto dell’innovazione sta nel permettere alla gente di fallire senza soccombere. Un altro aspetto del fallimento da prendere in considerazione, è il suo ruolo fondamentale nel rinnovo di ogni economia. La Silicon Valley basa la sua industria sul rogo di quella precedente, tanto quanto le nostre montagne dipendono dagli incendi dei boschi, che lasciano spazio alla nuova vita. Il motivo per cui alcune rivoluzioni si sono sviluppate qui, pur non essendoci nate, è che prima del loro arrivo l’industria precedente era stata spazzata via.

C: Quale crede che sarà il più radicale cambiamento nel futuro prossimo?

S: Per quanto riguarda le tecnologie il cambiamento più grande sarà il passaggio da quella digitale a quella biologica. Sarà la nuova rivoluzione! Circa ogni trent’anni una nuova forma di scienza si affida alla tecnologia e rimodella il panorama imprenditoriale. Non è una coincidenza, infatti, che la prima guerra mondiale sia stata “la guerra della chimica” mentre la seconda sia stata “la guerra della fisica”. Insomma, se negli anni 60 dicevi di essere uno scienziato aerospaziale eri al top. Gli anni 90 sono stati il tempo delle tecnologie informatiche ed oggi è il turno della biologia. La rivoluzione biologica è la rivoluzione dell’infinitamente piccolo. Si stanno manipolando i geni, le molecole… e presto arriveremo anche agli atomi.

C: Che significa per lei “rivoluzione” e in che campo la prevede?

S: Pensi ai video che hanno portato alla caduta dell’Unione Sovietica, o a quello che è successo di recente ad Hong Kong, a tutta quella gente che agitava i propri smartphones chiedendo libertà politica. La tecnologia è “letteralmente” rivoluzionaria. Penso che, grazie ad una sua maggiore divulgazione, vedremo parecchie rivoluzioni sociali, prossimamente.

C: Quali saranno i nuovi miti dell’umanità?

S: I vecchi miti, quelli che ci hanno sempre sostenuto, oggi ci frenano e già ci guardiamo intorno alla ricerca di nuovi miti. la globalizzazione è un mito che non ha funzionato molto bene, non ha ispirato la gente… aggiungerei che è da 2000 anni che non nasce una nuova religione! Credo che una delle più grandi sorprese sulle quali possiamo contare nei prossimi anni è l’imminente nascita di una nuova religione globale. sarei pronto a scommetterci. Credo che sarà una religione basata sulla crisi dell’ambiente. Insomma, una religione intorno a Gaia. Purtroppo la crisi ambientale peggiorerà ulteriormente nei prossimi vent’anni. La buona notizia è che, proprio grazie alla biologia, Saranno presto disponibili anche gli strumenti per risanare il pianeta. alla fine, l’obiettivo che ognuno di noi dovrebbe avere lo espresse benissimo Jonas Salk quarant’anni fa, quando disse: “La nostra maggiore responsabilità è cercare di essere dei buoni antenati.”