Il neuromarketing di Sensecatch

By maggio 29, 2019technology

Ogni anno nascono oltre 21.000 nuovi marchi. Il 95% scompaiono nel giro di 10 mesi. Un marchio ha successo quando riesce a creare un legame emotivo con il consumatore e a creare un senso di identità valoriale. SenseCatch lavora diversamente da un’agenzia tradizionale di marketing e comunicazione.

Cristina: Ogni anno nascono oltre 21.000 nuovi marchi. Il 95% scompare nel giro di 10 mesi. Un marchio ha successo quando riesce a creare un legame emotivo con il consumatore ed esistono delle tecnologie in grado di analizzare le emozioni che ci portano a scegliere una cosa piuttosto che un’altra. Andrea, come lavorate voi rispetto ad un’agenzia tradizionale di marketing e comunicazione?

Andrea Ciceri: Noi partiamo direttamente dal capire l’emozione che sta attorno ad un processo decisionale anche nel settore dell’alimentare, in cui questa dimensione è sicuramente fondamentale. Utilizziamo tecnologie a supporto per capire esattamente la tipologia di esperienza e reazione che un consumatore sta provando mentre ad esempio è davanti ad uno scaffale per scegliere una bottiglia di vino.

C: Questo immagino che, stando a contatto con il cranio, cosa capta? 

A: Il segnale elettroencefalografico, mentre questo è il segnale di microsudorazione cutanea. È la macchina della verità, è un anellino che si mette sulle dita e di fatto cattura la microsudorazione cutanea, quindi ci da quanto coinvolgimento emotivo c’è mentre quella ci dice la direzione dell’emozione, quindi se qualcosa è positivo o negativo. Questa è una tecnologia eye-tracker, che si può mettere dietro ad uno schermo per capire l’attenzione visiva su un sito internet o una pubblicità oppure lo si può indossare per capire la persona cosa sta guardando, ad esempio su uno scaffale alimentare.

C: O magari sta guardando il ragazzo che sta facendo la spesa e cogli tutto un altro giro di emozioni! Andrea ci fai qualche esempio? 

A: Abbiamo analizzato l’esperienza che un gruppo di consumatori provava durante la visione di alcune etichette di vino che abbiamo realizzato ad hoc..

C: ..e cosa avete imparato?

A: Abbiamo capito che l’etichetta nera era maggiormente capace di coinvolgere emotivamente perché aveva una texture più grezza e ruvida rispetto alle altre. Questo coinvolgimento emotivo lo si ha anche sopratutto attraverso il tatto, che ricordiamo essere uno dei primi sensi a svilupparsi fin dalla prima infanzia.

C: Invece quando si naviga su internet per comprare qualcosa online?

A: I siti che piacciono di più sono i siti innanzitutto semplici. Oggigiorno i siti internet al posto di utilizzare contenuti testuali, dovrebbero utilizzare ad esempio delle immagini o delle infografiche, quindi una traduzione di un testo in un immagine.

C: Grazie Andrea. Speriamo che questi strumenti di neuromarketing siano in grado di identificare le emozioni su cui fare leva per far si che la sostenibilità si diffonda su larga scala nelle cose che usiamo sempre di più. Occhio al futuro