IBM Watson e le malattie rare

By aprile 4, 2016technology

Quando sentiamo parlare di intelligenza artificiale ci sentiamo sovente inquieti. Immaginiamo scenari apocalittici di disoccupazione tecnologica o robot che controllano il mondo. Raramente consideriamo il suo grandissimo potenziale medico. Esiste un sistema in particolare che sta rivoluzionando il modo di diagnosticare le malattie rare. Si tratta di Watson. Siamo stati a Zurigo a visitare il rinomato centro di ricerca IBM per incontrare il Vice Presidente per l’Europa e Direttore Ricerca IBM – Zurigo, Alessandro Curioni, e scoprire le nuove frontiere di Watson. Rhön-Klinikum ha cominciato ad usarlo in Germania e il desiderio è quello di esportalo in tutto il mondo. L’ospedale più vicino a voi potrebbe essere il prossimo!

CRISTINA: Siamo a Zurigo in uno dei centri di ricerca più importanti al mondo ed è diretto da un italiano. Un luogo denso di storia da quale sono usciti quattro scienziati riconosciuti da due Nobel in due anni consecutivi. Ora vi lavorano 400 ricercatori di 25 nazionalità diverse. Siamo qui per parlarvi di Watson, un’intelligenza artificiale capace di affrontare un’infinità di problemi. Ora vi raccontiamo di come può aiutare a identificare le malattie rare.

ALESSANDRO CURIONI: Le malattie rare sono più di 7000, ci sono più di 30 milioni di malati che soffrono di queste malattie in Europa. Il problema è che la conoscenza di queste malattie è ristretta perché un medico si imbatte in una malattia rara di rado. Watson aiuta i medici ad arrivare ad una diagnosi molto più velocemente. Estrae la conoscenza dalla letteratura scientifica, dai pazienti e dai manuali medici, la integra e la presenta al medico in modo molto accurato. Non sostituisce il medico ma lo aiuta a fare meglio il suo lavoro.

CRISTINA: Quindi di questa torta Watson elabora e incrocia tutti questi dati. Dove il dato paziente sembra essere la fetta più piccola.

ALESSANDRO CURIONI: Un singolo paziente quando arriva alla diagnosi ha accumulato dati su materiale cartaceo che messi insieme pesano più di 5kg per cui arrivare a una diagnosi il più presto possibile evitando il pellegrinaggio da medico a medico è una cosa molto importante.

CRISTINA: Possiamo vedere come funziona?

ALESSANDRO CURIONI: Abbiamo questo grafico di conoscenza che integra tutti i dati e possiamo fare delle domande al sistema.

CRISTINA: Abbiamo asma, soffio, tosse, enfisema, ipertensione polmonare, febbre, insufficienza respiratoria.

ALESSANDRO CURIONI: Esatto. Il sistema sonda i dati e restituisce una serie di possibili malattie con una probabilità associata. Per cui il medico può prendere questo tipo di diagnosi e incominciare il suo iter diagnostico ed eventualmente di cura in molto meno tempo.

CRISTINA: Grazie e grazie a Watson che riesce ad elaborare tantissimi dati che un cervello da solo non potrebbe fare, accorciando il percorso tra la diagnosi e la cura di una malattia rara.