Clairy, il vaso che purifica l’aria

By agosto 3, 2018technology

Negli anni ’80, la NASA ha scoperto che alcune piante sono in grado di filtrare l’aria, eliminando elementi nocivi per la nostra salute, attraverso le radici e non le foglie. Clairy, un vaso smart progettato da una start-up italiana, purifica l’aria nelle nostre case e uffici, con un’app dedicata per monitorare i livelli dell’ambiente.

Cristina: Che aria tira in casa o in ufficio? Non metaforicamente, per davvero. Oggi vi parliamo di un progetto che da tesi di laurea è diventata startup. Com’è la qualità dell’aria degli edifici rispetto a quella che sta fuori?

Paolo Ganis: L’aria interna può essere addirittura 5 volte più inquinata rispetto a quella esterna, è stata studiata dall’OMS in diversi paper e diverse ricerche scientifiche e ha proprio confermato questa caratteristica dell’aria interna che può essere veramente un danno molto grave per la nostra salute.

Cristina: Voi che cosa proponete, qual’è la vostra soluzione?

Paolo Ganis: Noi abbiamo creato un purificatore d’aria naturale. Un sistema a doppio vaso, con un’unita tecnologica e una pianta vera, in questo caso abbiamo una spatiphillium, che forza molta più aria nelle radici della pianta e grazie a questo approccio noi riusciamo a purificare l’aria, incrementare esponenzialmente l’efficacia di depurazione che alcune piante hanno, grazie al nostro prodotto.

Cristina: Portate in sostanza le radici a contatto con molta aria quindi accelerate un suo processo naturale ma in genere la pianta porta aria alle radici attraverso la sua respirazione, attraverso le foglie.

Paolo Ganis: Portiamo molta più aria, rendiamo la pianta esponenzialmente più efficace.

Cristina: Quanti metri cubi e in quanto tempo è in grado di purificare questo sistema?

Paolo Ganis: Noi abbiamo fatto dei test di laboratorio su una superficie di circa 36 metri cubi, con un primo setup di circa 30 ore fa il suo primo lavaggio chiamiamolo dell’aria e poi lo mantiene a livelli costanti.

Cristina: La fonte più grande di inquinamento non è quella che viene magari aprendo la finestra ma tutte le sostanze chimiche che i prodotti che usiamo in casa rilasciano, è così?

Paolo Ganis: Esatto, anzi aprire la finestra è un’ottima abitudine che noi consigliamo, quindi spray detergenti, finiture di mobili, cotture, sono tutte fonti molto dannose e creano moltissime sostanza tossiche veramente molto preoccupanti.

Cristina: Com’è possibile monitorare quanta aria è stata purificata?

Paolo Ganis: Abbiamo creato un prodotto che è molto molto tecnologico, quindi è dotato di sensori molto sofisticati e un’unità wifi che si collega al proprio smartphone. In tempo reale, grazie all’app che abbiamo creato, si possono vedere il livelli di inquinanti nei nostri ambienti interni e sapere come la pianta stia efficacemente battendo questi inquinanti. Poi ci sono sensori di temperatura e umidità, perché c’è una relazione tra i tre. Tutto a portata di smartphone.

Cristina: Voi avevate idea di quanto fosse inquinata l’aria dentro ai nostri edifici? Io no.