Che cuoco, quel Butch Cassidy

By febbraio 18, 2019features

Domenica mattina. L’occhio di mia figlia cade sulla fotografia di Paul Newman in prima pagina su tutti i giornali.
«Mamma, conosco quella faccia».
«Sì, Elena, è Paul Newman».
Mia figlia legge il titolo ed esclama: «Chi farà i Newman O’s? E la pappa di Thuja?».

Per i nostri figli, che passano l’estate in America, il volto inconfondibile è innanzitutto quello sulla scatola dei biscotti preferiti e del cibo del loro cane. E proprio i bambini sono stati per Newman il motore di un’attività filantropica che ha superato gli obiettivi più ambiziosi. Attraverso la sua fortunata attività culinaria, ha devoluto oltre 250 milioni di dollari a bambini affetti da gravi patologie, e fondato per le loro vacanze gli Hole in the Wall Gang Camps. La Dynamo Camp, a Limestre, è uno di questi, ed è stato proprio Vincenzo Manes, fondatore del villaggio italiano, a diffondere nel nostro paese la notizia della scomparsa di Newman.

La linea di cibi naturali Newman’s Own nasce per caso nel Natale del 1982, quando l’attore si è già avviato sulla strada dell’impegno fondando lo Scott Newman Center, una fondazione per la lotta alla droga e in aiuto alle madri tossicodipendenti, dopo la morte per overdose del primogenito Scott, quattro anni prima. Quel Natale, i Newman vogliono portare ai vicini di casa un regalo un po’ più originale della solita bottiglia di vino e si presentano con una confezione del loro condimento per l’insalata. Nel quartiere si sparge la voce di quanto è buona la salsa, Paul Newman e la moglie Joanne Woodward capiscono il potenziale di ricette sane e gustose, e danno vita ad un’avventura eco, equa e sostenibile decenni prima che scoppi la moda.

La coppia hollywoodiana sceglie un’immagine iconica del lavoro agreste, quella del famoso quadro “American Gothic” di Grant Wood, sostituendo i loro volti a quelli del dentista e della sorella che nel 1930 avevano posato per il ritrattista. Con lo slogan «Butch Cassidy è anche un cuoco gourmet», Newman’s Own Salad Dressing vende più di 10 mila bottiglie nelle prime due settimane. Decolla un’etichetta che oggi veste 150 prodotti naturali, tra cibi, bevande e pappe per cani. La chiave del successo è: offrire alternative più nutrienti ai cibi-simbolo degli americani – i condimenti per l’insalata, la salsa per intingere i chips, i biscotti Oreo che loro trasformano in Newman O’s, e i Fig Newtons che diventano Fig Newmans.

Grazie, Paul: hai fatto la gioia dei miei figli e la mia. Al supermercato, quando sono in America, trovo prodotti sani per soddisfare le loro voglie. Non c’è cibo confezionato migliore del tuo. Col motto autoironico «sfruttamento senza vergogna nel nome del bene comune», hai dato la possibilità a oltre 130 mila bambini di ritrovare la gioia di vivere, hai condiviso un pezzo della tua fortuna e hai esorcizzato il dolore straziante di aver perso un figlio.

Pubblicato su Vanity Fair Italia, 2008