Visitare un centro di raccolta differenziata

By Novembre 15, 2020 ecology, sdg 12

Ho recuperato dagli archivi uno dei miei primi pezzi per Occhio allo Spreco girato in un impianto di riciclo della plastica. Rivedendolo, sono affascinata adesso dal potenziale dell’economia circolare, quanto lo ero al tempo. Ho approfittato di questo “throwback” per aggiornarmi sui dati che, da un lato sono incoraggianti, dall’altra espongono quanto questa pandemia stia mettendo in crisi anche i sistemi di gestione di rifiuti. E quanto i sistemi circolari cozzino con quelli lineari.
Secondo uno studio di Corepla, il consorzio per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti in plastica, realizzato con la Fondazione per lo sviluppo sostenibile, il lockdown di marzo e aprile 2020 ha portato ad un incremento dell’8% degli imballaggi di plastica per generi alimentari rispetto allo stesso periodo del 2019.
Questo però è coinciso con il blocco delle esportazioni di 16mila tonnellate di rifiuti, dovuto alle limitazioni imposte dal Covid-19 . Inoltre è diminuito, a causa della riduzione delle attività costruttive, anche il riutilizzo di plastiche non riciclabili nei cementifici, che a sua volta ha portato a saturazione gli impianti nazionali di smaltimento. Aggiungiamo il fatto che sono chiusi alcuni settori che utilizzano materie prime seconde. Risultato è che aumentata la quota di rifiuti termovalorizzati, ma anche gli inceneritori sono a pieno carico, dunque sono finite in discarica circa 42 mila tonnellate di rifiuti rispetto all’anno scorso. E questi sono numeri parziali, a cui andranno aggiunti quelli del secondo semestre 2020. Se poi aggiungiamo il consumo mondiale di mascherine usa e getta, considerati rifiuti pericolosi, viene lo sconforto.
Guardando al trend del periodo pre-Covid, nel 2019 la raccolta della plastica differenziata è aumentata del 13% rispetto al 2018, con una media di circa 23 kg /abitante, che mette l’Italia tra i paesi che riciclano di più in Europa. Però, secondo il WWF, l’Italia è anche il primo produttore in Europa di prodotti di plastica e il secondo per il volume di rifiuti. Sta a noi consumatori ridurre ridurre il consumo di plastica usa e getta. Ora.

Cristina: Venite, adesso entriamo nel cuore della spazzatura. Qui vedete sacchi di immondizia che è già stata differenziata. 

Fabio Masotina: Gran parte degli imballaggi sono costituiti da bottiglie di plastica, shopper, lattine e banda stagnata ovvero la scatola del tonno. La prima lavorazione è costituita dall’apertura del sacco, attraverso un macchinario che lo dilania.

Cristina: Come vedete, tutti i materiali provenienti dai nostri imballaggi qui vengono separati grazie a moderne tecnologie. Le lattine vengono individuate da magnete e questo attiva un dispositivo ad aria compressa che le spinge in un contenitore ad esse dedicato. Le plastiche rimaste sul nastro vengono separate da un aspiratore che solleva i sacchetti più leggeri. Le vaschette e le bottiglie vengono suddivise nei vari colori da un lettore ottico. Quindi vedete qua la vostra raccolta differenziata, da casa arriva qua. I flaconi, le vaschette, Fabio cosa diventano?

Fabio Masotina: Tavoli, sedie, maglioni, oggetti di arredo e gadget vari. 

Cristina: Vedete dai materiali plastici quante cose si possono fare? Buon Fabio, io sono Cristina, a voi in studio!

In onda il 8-11-2008